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Pronti per il red carpet più saporito dell’anno? Dimenticatevi gli Oscar, i Golden Globe e i Grammy; qui vi racconto i Vendy’s: i premi ai migliori venditori (di cibo) ambulanti. Storcete pure il naso, ma negli USA fanno sul serio.

Si, avete capito bene. Dal 2005, prima a New York, poi a Philadelphia e a Los Angeles, si elegge il miglior street food in circolazione; con tanto di nomination, cerimonie e coppe. L’idea vi sembra assurda? Si, forse se la si organizzasse in Italia, dove la scelta cadrebbe tristemente tra un panino con la salamella, delle caldarroste e una piadina della riviera romagnola. La differenza con gli States, e in particolare con le grandi metropoli, sta nel loro straordinario melting pot culturale che ha portato un’incredibile varietà di cibo disponibile on the road. Chi è stato nella Grande Mela sa come è facile imbattersi in ambulanti messicani, thailandesi, greci, afghani, come italiani – ça va sans dire – per non parlare delle offerte vegane e biologiche, sempre più in voga nella New York City super salutista.

La cerimonia dei Vendy Awards, dove il pubblico assaggia le specialità dei finalisti in attesa dei vincitori. Foto Michael Toolan

Il pubblico dei Vendy Award assaggia le specialità dei finalisti, in attesa dei vincitori. Foto Michael Toolan

Proclamati come «gli Oscar del cibo» da niente po pò di meno che Mario Batali, chef e promotore d’eccellenza della cucina made in Italy negli USA (in coppia col socio in affari – nonché star di Master Chef – Joe Bastianich) i Vendy’s non sono solo un’iniziativa simpatica da vendere ai local foodie o ai turisti; sono un progetto con finalità ben più serie.
In primis: raccontano le storie di chi sta dietro queste piccole grandi attività, spesso immigrati di prima o seconda generazione che, ogni giorno, sfamano centinaia di passanti (guardatevi le video presentazioni dei finalisti su Vimeo). C’è Eleazar Perez, messicana, da 23 anni nel business; non parla in inglese, ma sua figlia Perla le fa da aiutante cuoca e interprete. «La nostra specialità sono i tacos. Non serviamo super porzioni o cucina fusion, solo piatti che rispettando in pieno la tradizione». La cucina mobile di Eleazar è situata a Red Hook, in quel di Brooklyn, dove molti immigrati di origine ispanica sono suoi clienti. «Lei non è solo la mia mamma – continua Perla – qui lo è un po’ di tutti; il gesto di cucinare cibo tradizionale ricorda a molti la loro casa, da dove vengono». C’è poi Adam Sobel, americano del New Jersey, col suo furgoncino The Cinnamon Snail; serve ricette biologiche e vegane in luoghi sempre diversi. Sulla home page del suo sito leggiamo: «cibo che ti aiuterà a trasformarti in un essere di pura luce, pronto a entrare in connessione con tutte le creature della terra». E’ un po’ schizzato, ma simpatico, Adam; saranno le spezie che mette nei suoi dolci, che attirano chiunque: «un giorno un uomo con la barba si è avvicinato al mio vagoncino – racconta Adam – mi ha guardato negli occhi e sussurrato: quanti donut serviranno per colmare l’abisso che ci inghiottirà?». C’è infine Nicolas Karagiorgos, di origini greche, appostato tutti i giorni tra la 51° e Park Avenue. La sua salsa tzatziki, deve avere qualche ingrediente segreto; pare crei dipendenza, come la Coca Cola: «tutti mi chiedono una porzione extra così, ogni giorno, devo prepararne litri perchè la vogliono ovunque». Ha imparato a cucinare da sua madre e si fa aiutare dal fratello; lavora da quando ha 9 anni.

Fabian Perez, Eleazar Perez e Perla Perez proprietari del “Platzan”: chiosco ambulante, a gestione familiare, specializzato in cucina messicana. Nel 2012 hanno vinto l'edizione newyorkese della Vendy Cup. Foto credits: Michael Toolan

Fabian Perez, Eleazar Perez e Perla Perez proprietari del “Platzan”: chiosco ambulante, a gestione familiare, specializzato in cucina messicana. Nel 2012 hanno vinto l’edizione newyorkese della Vendy Cup. Foto credits: Michael Toolan


Torniamo seri. Il premio Vendy fa parte del Street Vendor Project, programma volto a tutelare i diritti dei venditori ambulanti, nonché costola dello Urban Justice Center (una non profit che protegge i cittadini più deboli, fornendogli assistenza legale). Difatti, da un po’ di anni a questa parte, specialmente in quel di Manhattan, gli ambulanti sono bersaglio di severe restrizioni. Nonostante paghino tutti regolarmente tasse e licenze, i cavilli legali e le novità normative hanno incominciato a rendergli la vita sempre più complicata. Multe da 1,000 dollari se troppo vicini a un incrocio, strade completamente bandite, distanze di sicurezza da rispettare dalle multinazionali del fast food. Per questo è nato il progetto: per celebrare le numerose attività, ma anche per diffondere informazioni su diritti e responsabilità, organizzando riunioni per alzare la voce nel caso di ingiustizie. Di un paio di mesi fa la vittoria di una causa contro il comune, che per un errore informatico, per anni, aveva fatto loro pagare più tasse del dovuto. Nelle tasche dei venditori rientreranno presto 250,000 dollari.

La cerimonia dei Vendy Awards, in quel di Governor Island, foto Michael Toolan

La cerimonia dei Vendy Awards, in quel di Governor’s Island, (Manhattan, NYC) foto Michael Toolan

La cerimonia finale è una grande abbuffata. A New York si svolge a settembre, in un parco di Governor’s Island, dove i finalisti selezionati dalla giuria preparano e cucinano cibo per tutto il pubblico pagante. Tra una pinta di birra, un pollo marinato e un muffin speziato, qualcuno suona musica dal vivo, in attesa dei vincitori. C’è chi giura poi che ai Vendy’s non ci si riempia solo la pancia, ma che si possa incontrare anche l’anima gemella; la leggenda vuole che tra un Kebab e l’altro qualcuno si sia pure sposato.


Questo articolo è stato pubblicato su. n.35 di WU magazine. Clicca qui per sfogliare la versione digitale della rivista.

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